Trans non è transhuman

Pubblicato: 16 ottobre 2018 in Uncategorized

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La questione trans e queer si trova attualmente al centro di diversi dibattiti politico/ideologici che ruotano attorno al tema della tecnologia nella società, ai nessi tra natura e cultura, tra mente e corpo, tra sesso e genere.

Le esperienze di vite trans e queer vengono spesso stravolte nel loro significato,  fagocitate e rivomitate da diverse parti per portare acqua ai rispettivi mulini ideologici.

Questo scritto vuole proporre un punto di vista trans/queer su questioni come il transumanesimo, il cyberfemminismo, le correnti post-umaniste da un lato;  i femminismi e gli ecologismi transfobici  e anti-queer dall’altro…

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Torri più alte sono cadute

Pubblicato: 11 luglio 2018 in Uncategorized

“Con questa fanzine voglio cercare di spiegare l’importanza della presenza costante del discorso e della pratica antisessista e antipatriarcale in tutti quei collettivi che lottano per un mondo più libero. Voglio parlare brevemente delle radici delle attitudini sessiste e di come le riproduciamo nei movimenti sociali. Voglio entrare nel tema delle violenze e di come potremmo rispondervi, ma soprattutto di come non dovremmo rispondere di fronte ad esse. Spero più di ogni cosa di poter apportare alcune proposte costruttive per crescere nel senso di una realtà più antipatriarcale…”

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Scarica: Rote Zora – l’opuscolo

La resistenza è possibile. Intervista alle Rote Zora 1984

“Rote Zora e la sua banda” è la storia di una ragazzina terribile che rubava ai ricchi per dare ai poveri.
Fino ad oggi, sembrava un privilegio degli uomini formare gruppi che agiscono al di fuori della legge. Ma proprio per questo, le mille catene private e politiche con cui veniamo soffocate come ragazze e come donne, ci dovrebbero rendere in massa “bandite” per la conquista della nostra libertà.

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“Occorre un distinguo sul concetto stesso di Violenza. Questa stessa
parola può essere utilizzata per indicare atteggiamenti opposti, uno
con una spinta liberatoria, e l’altro con una spinta oppressiva.
Vogliamo riappropiarci della violenza per distruggere l’esistente oppressore, per ribaltare le strutture di potere e le autorità che le
riperpetuano e proteggono. Attaccare con aggressività chi vorrebbe
sottometterci e assimilarci fa parte delle pratiche che rivendichiamo
come nostre e di cui vorremmo una molteplicazione.
Più spesso di quanto non ci piacerebbe ammettere, però, tra i
nostri compagni e tra le nostre compagne la violenza cessa di essere
strumento liberatorio comune, riprende il percorso verticale e diventa di nuovo oppressione, torna a essere strumento di mantenimento dell’ordine gerarchico. Allora il più vecchio esercita il potere sul più giovane, chi ha più esperienza impone a chi ne ha meno, chi è più forte a chi lo è meno, ricreando come in uno specchio le relazioni dell’esistente che si dice di voler sovvertire. Si ricalca la violenza di stato, l’imposizione normativa, l’imposizione del proprio volere sulle
libere scelte di altre persone. Questo genere di violenza è quella che vogliamo combattere per sradicarla e liberarcene.”

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“Partiamo da una base chiara, un minimo che vogliamo trasformare in una massima, cioè che la nostra lotta è contro ogni tipo di autorità e ogni forma di oppressione. Pertanto, non si può escludere nessunx dalle nostre azioni e dai nostri pensieri, dalla nostra empatia e dalla nostra ricerca dell’anarchia, per ragioni arbitrarie come le etichette imposte di “genere” e “specie”.
Dal momento che per noi è chiaro che il sistema capitalista autoritario eteropatriarcale attraversa ogni cosa, è chiaro anche che molte cose che ci si presentano come differenze non lo sono poi tanto. Quindi parleremo, soprattutto, di ciò che abbiamo in comune, di come ci possiamo aiutare, di ciò che crediamo si debba creare e distruggere e continuare a pensare perché, un giorno, tutte possiamo essere libere.”

Consenso sessuale: roba da… froci?

Pubblicato: 15 settembre 2017 in Uncategorized

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Due contributi sul consenso sessuale tra ragazzi che sono attratti/amano/vanno a letto con altri ragazzi.

« Il fatto di essere stati socializzati come uomini implica una costruzione maschile nel campo della sessualità e del rapporto all’altr*, e quindi anche una costruzione di “ potenziale stupratore ”, che condividiamo con gli uomini etero. […] Allo stesso tempo ho sentito parlare molto molto raramente di storie di stupri o di violenze/abusi sessuali negli ambienti froci, anche nei giri teoricamente più sensibili alle idee femministe. Non prendo neanche in considerazione l’idea che tali comportamenti siano assenti da questi ambienti. Allora ho provato a chiedermi perché ci fosse questo “ silenzio ”, cercando di trovare delle risposte e di vedere quali conseguenze provoca. »

Prigionierx trans e queer in lotta

Pubblicato: 1 aprile 2017 in Uncategorized

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Perchè un bollettino specifico sulle persone trans e queer prigioniere?

Nel 2016 il prigioniero trans anarchico Marius Mason ha proposto una giornata annuale e internazionale di solidarietà ai/le prigionierx trans. Ogni 22 gennaio le persone e i gruppi che vogliono esprimere solidarietà possono organizzare una serata benefit, distribuire volantini o scrivere una lettera a una delle persone in carcere. Vi sono storie che meritano di essere raccontate e persone che meritano di essere supportate per la loro lotta. Quello che Marius ha lanciato è uno spunto, ma ovviamente la solidarietà non deve necessariamente limitarsi a una giornata all’anno. Ho ritenuto importante raccogliere le storie più significative di alcune persone trans e queer in carcere, alcune delle quali si riconoscono nelle idee anarchiche, mentre altre si trovano incarcerate per essersi difese dalla violenza transfobica o omofoba contrattaccando. In molti dei loro casi, sulla loro stessa pelle, è evidente l’intrecciarsi delle oppressioni razziali e di classe con quelle di genere.