LAVOMATIC, Laviamo i panni sporchi in pubblico – Spunti di riflessione sulle violenze di genere nel movimento antiautoritario

Pubblicato: 19 agosto 2011 in Uncategorized

03_Lavomatic

Questo testo è un tentativo di affrontare concretamente la questione delle violenze sessiste di genere nella scena anarco-squat-libertaria.

Per una maggiore responsabilizzazione nei rapporti personali, perché il personale è politico.

Per riflettere sugli effetti della nostra costruzione sociale, sui rapporti di dominio e oppressione sessista, per capire come e perché scaturiscono situazioni di violenza di genere, come affrontarle, gestirle e prevenirle.

Per ricordare che non reagire è una scelta con conseguenze concrete.

marzo 2010 – tradotto dal francese

Contatti: melma @ grrlz.net

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commenti
  1. barba ha detto:

    Il momento per molte era giunto individualmente da tempo, e giunge ogni giorno sempre individualmente. In un movimento in cui la libertà dovrebbe essere la guida per ogni azione, è sconfortante, svilente, disabilitante, che ancora nel movimento si faccia nicchia e si oscurino palesi atteggiamenti sessisti, e di abuso. Anzi, semmai, purtroppo, si pecca di idolatrismo anche tra chi si definisce antiautoritario, e molto di ciò che verrebbe denunziato in altri contesti, viene celato in ambito libertario da posizioni illegaliste antigiustizialiste e da un passaparola sottobanco che scompone e liquefa la realtà per poi riversarla a suo piacimento in contenitori appositamente preparati su misura , per chi ” visti i trascorsi”da compagnone , può permetterseli.
    Allora, come bisogna agire in quelle situazioni , in cui l’abuso è continuo, doloroso , e ovattato dal contesto elitario che paralizza il movimento libertario in posizioni quotidiane al pari di milieu e salottini di controcultura dove le parole volano e offuscano i fatti?

    Come agire per difendere in primo luogo se stessi, laddove ogni precondito intento egalitario e di rispetto e di apertura e di libertà viene calpestato dall’abuso gerarchico, classista, sessista, verbalmente o fisicamente violento che ESISTE , ESISTE!, anche tra chi dell’antiautoritarismo se ne fa pubblicamente vanto?

    il più delle volte.. come anche LAVOMATIC testimonia, se lo leggerete, è la vittima a finire male.. sola, etichettata, o esclusa, nonostante tutto.

  2. L'eco di chi le ha prese e tace, per pace. ha detto:

    E qual’è secondo voi del collettivo il miglior modo di lavarli in pubblico questi “panni sporchi”?
    Si deve lasciar donare al caso l’occasione o architettare nelle giuste dosi la propria vendetta? (ammesso che serva fargliela pagare)

    • anarcoqueer ha detto:

      Non si tratta tanto di vendetta, secondo me, quanto di confrontare il sessismo in maniera collettiva, di non lasciare sola/o chi lo subisce con la scusa che “tanto è una questione privata”. Il vecchio motto delle femministe, “il personale è politico”, insegna. Comunque se leggi l’opuscolo ci sono vari spunti su come affrontare situazioni sessiste lavorando sia con chi le ha subite sia con chi le perpetrate…

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